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Resoconto 21esimo incontro della Rete Iberica Ecoaldeas

Jovenes Comunidades y Redes: la mia esperienza da volontario all’incontro RIE 2018

Dal 28 giugno al 1 luglio si è svolto presso l’ecovillaggio Los Portales, vicino a Siviglia, il 21esimo incontro della Rete Iberica Ecoaldeas  dal nome “Cocreando con la madre Tierra”,che ha visto la partecipazione all’evento di più di 400 persone provenienti non solo dalla penisola ma anche da una moltitudine di paesi europei e da altri continenti.

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dal Racconto di Aurelio:

Per la preparazione e lo svolgimento dell’evento, durati in totale circa 5 settimane, ho avuto la fortuna di essere fra il gruppo di volontari nell’ambito del programma “Servizio Volontario Europeo – Erasmus+” tramite la Rete Italiana Villaggi Ecologici in qualità di associazione di invio.

Fin dall’arrivo all’ecovillaggio l’accoglienza da parte dei membri della comunità è stata eccellente ed in particolare grazie alla referente del progetto Neus che ha organizzato varie attività per farci introdurre nella vita quotidiana della comunità e per creare gruppo tra noi volontari.

La grande eterogeneità del gruppo composto non solo da noi volontari del progetto SVE ma anche da wwoofers e da amici e parenti della comunità provenienti da diversi paesi e orizzonti professionali e sociali ha costituito per me una grande opportunità di arricchimento personale e ampliamento di vedute.

2In seguito, durante tutto il periodo di preparazione dell’evento, ho apprezzato moltissimo la condivisione di esperienze e l’organizzazione frequente di workshop da parte di membri della comunità e di noi volontari che ci ha permesso di creare un ambiente ricco di scambi culturali ed interpersonali. Durante la nostra esperienza abbiamo avuto in particolare la possibilità di avvicinarci e conoscere da vicino le attività di fondamento della comunità centrate sia su una dimensione pratica in settori legati alla tematica ambientale e socioeconomica sia su una dimensione spirituale con un focus particolare alla tematica dell’interpretazione dei sogni inspirata alla Psicologia Junghiana.

Le attività di lavoro si sono sempre svolte in un ambiente rilassato e lasciando molta libertà di scelta a noi volontari e si sono focalizzate principalmente nella costruzione ed organizzazione degli spazi che sarebbero poi stati adibiti per l’evento oltre alle varie attività routinarie negli orti, cucina e pulizia degli spazi comuni.

È con questo grande spirito di apertura e positività che abbiamo affrontato i 4 giorni dell’evento RIE che si sono svolti con un’intensità notevole visto il ricchissimo programma di eventi ed attività proposti. Grazie ad una conoscenza adeguata della lingua sono riuscito ad entrare in contatto con diversi progetti ed ecovillaggi e a conoscere le varie sfide di tipo ambientale e
socioeconomico presenti nelle diverse zone della penisola. Oltre a vari partecipanti provenienti da numerosi altri paesi, l’evento ha avuto la fortuna di ospitare il rappresentante del “Global Ecovillage Network Africa”, proveniente dal Senegal, il che ha costituito un’opportunità notevole per conoscere la situazione e le sfide a livello globale del continente ed in particolare del suo paese di provenienza.

Per concludere vorrei ringraziare molto il team internazionale RIVE ed in particolare Manuela la referente del progetto per l’opportunità di partecipare a questa esperienza che ha avuto un grande impatto positivo e di ispirazione di vita. In particolare ho avuto l’opportunità di mettermi alla prova, rafforzare il mio spirito di gruppo e apprezzare il lavoro di squadra; a livello personale, ho avuto la possibilità di entrare in contatto con persone provenienti da culture e ambienti diversi, ma in linea con interessi e valori che condivido. Inoltre, dalla partecipazione a workshop e all’evento RIE ho tratto insegnamenti e ispirazioni che sicuramente continuerò a coltivare a livello personale e professionale.

 

Un mese di vita a Los Portales tra sogni e RIE dal racconto di Alice Quattrocchi:

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A volte si può vivere senza chiedere di avere nulla di più. E’ proprio quello che ho provato durante il periodo che ho trascorso a Los Portales durante un mese di vita all’insegna del buon umore, della condivisione di momenti di lavoro e divertimento, di albe e tramonti dai colori indimenticabili, in un luogo incontaminato seguendo ritmi di vita sani ed autentici.
Tutto ciò è stato possibile grazie alle opportunità aperte ai giovani dai 18 ai 30 anni, finanziate dal programma SVE (Servizio Volontario Europeo - Erasmus+), e alla RIVE (Rete Italiana Villaggi Ecologici), l’ente italiano promotore del progetto, che mi ha selezionata, preparata ed inviata come volontaria.


Quando per la prima volta avevo sentito parlare de Los Portales non potevo certo immaginare tutta la storia che ha portato questo posto ad essere ciò che è adesso. Questa comunità è infatti nata negli anni ’80 da un gruppo di persone belga al tempo in cerca di un luogo dove poter vivere insieme. Queste persone erano e sono tutt’ora unite da un profondo lavoro di analisi interiore, al tempo guidato da una donna di nome Gabrielle, una psicanalista junghiana dalla personalità sicuramente molto carismatica. Alcune persone tutt’ora residenti nella comunità raccontano che Gabrielle una notte sognò che tutto il loro gruppo di analisi andava a vivere insieme in una grande casa in mezzo alla campagna nel sud dell’Europa. E’ così che queste persone cominciarono a cercare un luogo dove abitare e la loro ricerca li portò in Andalusia, in un terreno dove in quegli anni esisteva solo una piccola casa di campagna, immersa in 250 ettari di colline adiacenti al parco naturale della Sierra di Hornachuelos, a circa due ore da Siviglia.

Andare a vivere insieme sinificava approfondire il lavoro di conoscenza propria e di ricerca interiore, intensificando le relazioni con gli altri che diventavano automaticamente specchi di se stessi.
Ad oggi la comunità conta circa 50 persone, tra membri permanenti ed altri temporanei, alcuni dei quali residenti nella sede urbana di Madrid, uniti tutti dall’intento collettivo di approfondire la conoscenza di sè soprattutto attraverso il lavoro comune di interpretazione dei sogni secondo la teroia di Jung. Ancora oggi, infatti, nonostante la scomparsa di Gabrielle e i grandi cambiamenti che sono avvenuti nel tempo, tutti i membri della comunità si trovano ogni mercoledì per raccontare al gruppo i propri sogni, a volte mettendoli realmente in scena tramite rappresentazioni teatrali, e per condividere così emozioni e peniseri fondamentali per mantenere il gruppo unito e per far emergere vissuti inconsci da analizzare insieme.
E’ questo forse l’elemento che rende così speciale la comunità de Los Portales, oltre ovviamente al grandissimo impegno nell’essere il più possibile auto-sufficiente e rispettosa dell’ambiente.
Molti degli alimenti consumati sono infatti auto-prodotti, dal pane, alle verdure, al formaggio; quasi tutta l’energia elettrica utilizzata viene dai pannelli solari e da piccole pale eoliche auto-costruite; ogni aspetto della comunità cerca di rispettare la relazione con se stessi e con la natura circostante.
Los Portales è infatti uno degli ecovillagi più storici della Red Iberica de Ecoaldeas (RIE) ed è proprio qui che quest’anno, dal 28 giugno al 1 luglio 2018, si è svolto il XXI incontro estivo dal nome “Cocreando con la madre Tierra”.

Il programma molto intenso ha visto la realizzazione di molteplici sessioni su tematiche legate alle cinque dimensioni sulle quali si focalizza la RIE: ecologia, economia, ambito sociale, visione del mondo e trasformazione, tutto intervallato da momenti cerimoniali e altrettanti ludici, insaporiti da ottimi pasti, musica dal vivo e danze da tutto il mondo.
Un importante momento dell’incontro è stato rappresentato anche dalla simultanea presenza di rappresentanti di GEN Africa, CASA Latino America, RIE e RIVE, dando l’immagine di un movimento che non si limita a piccoli territori, ma che appartiene ad una dimensione globale sempre più forte ed unita.
Se ho avuto modo di essere presente a tutto questo è grazie al programma SVE che da un lato mi ha permesso di partecipare all’incontro RIE come volontaria e dall’altra di prendere parte alla vita comunitaria de Los Portales nel mese precedente l’evento, collaborando nella preparazione dell’evento stesso, nella costruzione delle strutture e dei servizi necessari e nelle attività quotidiane della comunità legate ad esempio alla preparazione dei pasti o alla coltivazione dei terreni secondo metodi del tutto naturali.

Insieme a me, 9 volontari provenienti da Italia, Germania e Inghilterra ed altri già presenti, siamo tutti entrati a far parte della comunità seguendo i ritmi della gironata scanditi da cerchi mattutini, lavori collettivi, momenti di ristoro ed altri di condivisione di arti e saperi attraverso workshop e laboratori proposti spontaneamente dai membri della comunità o dai volontari stessi.
E’ stato un mese intenso, positivo sotto tutti i punti di vista e ricco soprattutto di nuovi ed interessantissimi insegnamenti legati ad esempio all’auto-produzione, al vivere in comunità o a pratiche di condivisione e di cura del corpo e delle relazioni (shiatsu, cerchi di donne, lavoro sui sogni, ecc.)
La comunità ci ha accolto con grande affetto, dimostrando generosità, apertura e piena disponibilità nel venire incontro alle nostre esigenze e dandoci strumenti di convivenza essenziali per il nostro benessere. Grande gratitudine è stata espressa alla fine del nostro lavoro da entrambe le parti ed il successo è stato percepito anche durante l’ultima tappa della nostra permanenza nella comunità, durante l’evento RIE in cui tutto ha funzionato alla perfezione.
Sono grata di questa opportunità e orgogliosa di aver potuto anche rappresentare la RIVE all’interno di realtà simili alle nostre, con l’augurio e la speranza che sempre più grandi e più forti collaborazioni riescano a nascere tra persone coinvolte nello stesso processo di cambiamento e di responsabilità.

Resoconto dello scambio giovanile LARP 2018 (LIVE ACTING ROLE PLAYING) – “FANTASY AND ADVENTURE IN SWEDISH NATURE”

Dal 21 al 30 Luglio 2018, presso la Fattoria Hästekasen in Svezia, 60 giovani provenienti da Svezia, Estonia, Grecia, Germania, Italia, Olanda, Slovenia e Romania si sono incontrati per uno scambio giovanile finanziato dal programma Erasmus+.

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Il tema principale di questo scambio era quello di creare una storia fantastica in cui il divertimento e la creatività fossero alla base di un’immersione nella natura Svedese. Mentre i primi giorni sono stati dedicati alla formazione dei partecipanti attraverso workshop di recitazione, competenze scout, cucito e costruzione di rifugi, la seconda parte dello scambio ha visto i partecipanti mettersi alla prova nel gioco di ruolo attivo.
RIVE, come partner del progetto, ha selezionato i partecipanti italiani che hanno vissuto questa esperienza e al termine dello scambio, ha raccolto i racconti di quella che è stata per loro un’indimenticabile avventura!

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Tiziano Carta, Cagliari, Youth Leader del gruppo
Sono stati giorni intensi, soprattutto da un punto di vista sociale: quando non si era impegnati a organizzarci a 360° per l’evento LARP (dal preparare i costumi all’immaginare e calarci nei nostri rispettivi personaggi), tutti i nostri momenti liberi sono stati scanditi dal costante relazionarsi con i partecipanti. Ogni giorno è stato un susseguirsi di storie personali, risate, conversazioni assurde e momenti di gioco. E questo senza parlare del LARP! Calarsi nel proprio personaggio significava venire sistematicamente rapiti dalla meravigliosa ambientazione al punto di dimenticarsi quasi che in fondo si stava solo giocando. Insomma: un’esperienza bellissima e veramente fuori dal comune!

 

Valeria Baschirotto, 18 anni, Verona
Questa esperienza è stata a dir poco spettacolare! Davvero molto bella! L'ambiente incredibile sembrava rispedirci indietro nel tempo. Il larp è stato meraviglioso, mi sono divertita come non mai e mi ha aperto a un mondo che voglio esplorare. La parte migliore dell'esperienza, per quanto mi riguarda, sono state le persone... Ho perso il conto di quante persone incredibili da tutta Europa ho conosciuto, con cui ho sviluppato una meravigliosa amicizia.

37672562 10214491639557765 2876160729923190784 nLorenzo Saracino, 20 anni, Alessano
Un'esperienza di quelle che non capitano tutti i giorni: ho vissuto per dieci giorni in una fattoria nel bel mezzo del nulla, lontana dal mondo civilizzato e capitalistico. Un'esperienza unica, completamente al di fuori della mia sicura normalità: lavarsi i denti da una fontanella nel bosco; farsi la doccia nei fiordi; mangiare ogni giorno piatti diversi e tipici di ogni parte d’Europa, seduti allo stesso tavolo, parlando innumerevoli lingue diverse; andare in giro per le vie di Lysekill vestiti da Vichinghi… Tutti questi sono ricordi indelebili che porterò con me per sempre.

Alice Carotenuto, 16 anni Verona
Ho vissuto i dieci giorni più emozionanti della mia vita e a rendere tutto ciò ancora più meraviglioso sono state le persone che hanno partecipato e il luogo magico immerso nelle verdi foreste svedesi. Giorni immersi nella natura estrema senza i confort quotidiani dove per lavarsi si condivideva un'unica risorsa d'acqua, il mare. Poi c'erano bagni a secco, letti arrangiati, candele… e tutto ciò è stato ancora più divertente perchè insieme a me c'erano più di 60 ragazzi provenienti da paesi europei diversi. Grazie a questa avventura mi sento cresciuta perchè sono riuscita a superare alcuni miei limiti. Se potessi rifarla non ci penserei due volte! Continuerò a rimanere informata sui progetti proposti da RIVE perchè offrono ai giovani delle esperienze uniche che fanno crescere dal punto di vista personale e relazionale.

Elianto, 19 anni, Ferrara
“L'esperienza mi ha a dir poco entusiasmato, sono riuscito a conoscere un sacco di persone e abitudini per me insolite ed intriganti.
Un larp nella vita credo che ognuno dovrebbe sperimentarlo! Ti fa provare emozioni forti che nel tuo personaggio di tutti i giorni non avresti mai il coraggio di tirare fuori. Penso che sia un progetto che Rive debba assolutamente riproporre anche a persone più grandi, anche se so che potrebbe esser più difficile.”

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Se sei interessato a partecipare ai progetti che RIVE sta per realizzare, compila il modulo indicato nella pagina http://ecovillaggi.it/notizie/131-esperienze-negli-ecovillaggi-europei-per-i-giovani.htmle sarai informato delle varie opportunità.

WE ARE THE KEY – YES TO SUSTAINABILITY RESOCONTO DELLO SCAMBIO GIOVANILE IN SLOVENIA

Dal 26 luglio al 5 agosto 2018, per la seconda volta in Slovenia a Šentjanž, presso l’Institute for sustainable way of life Zavod Veles, 6 ragazzi italiani hanno partecipato allo scambio giovanile finanziato dal programma Erasmus+, di cui RIVE è stato partner.

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Racconto dell'esperienza vissuta dai partecipanti


Grazie a Petra Jazbec, la sua famiglia e altri collaboratori, che si sono dimostrati un’ottima squadra con la capacitá di guidare il gruppo in modo attento per andare incontro alle esigenze di tutti, i 24 partecipanti provenienti da Italia, Slovenia, Serbia e Spagna, hanno vissuto un’intensa esperienza di comunitá temporanea.

Anche questo progetto rientra tra quelli organizzati dal crescente gruppo informale YestoSustainability, https://yestosustainability.wordpress.com che vede coinvolti giovani europei che si incontrano mensilmente online per creare progetti legati alla sostenibilità negli ecovillaggi.

slovenia2Il tema principale di questo scambio era sperimentare insieme la vita di comunità in una fattoria ed esplorare quale tipologia di vita i giovani desiderano creare per se stessi e per il mondo. Tutte le attività proposte avevano lo scopo principale di far provare il vivere insieme in un ambiente rurale e il far riflettere su come sviluppare la propria vita in una direzione ecosostenibile.

Durante il periodo passato a Zavod Veles, sono stati trattati temi molto importanti collegati alla sostenibilità ambientale, quali l'utilizzo dei compost toilet, il riciclo dell'acqua piovana, l'utilizzo di prodotti alternativi come la crusca per la pulizia dei piatti, la coltivazione di ortaggi e la preparazione del pane, e soprattutto temi inerenti alla crescita personale, quali l'amore e il rispetto della madre terra, l'aver fiducia in se stessi e negli altri, la cooperazione e il confronto, la pianificazione di obiettivi, l'importanza dell'ascoltare se stessi e gli altri, l'importanza della suddivisione dei compiti all'interno della comunità, l'importanza della meditazione e di vivere nel presente, la capacità di adattamento, la celebrazione e il festeggiamento di obiettivi raggiunti.

Ma cos’è uno Youth Exchange?
ALBERTO RUGGERI, 22 anni, Urbino, lo spiega così:
Lo “youth exchange” è un progetto che permette di sperimentare ed esplorare modi di vivere o argomenti che nella società “main stream” non vengono valorizzati. Un progetto che permette di ampliare le conoscenze, viaggiare e conoscere nuove persone e nuovi posti senza aver bisogno di nessuna risorsa economica. Praticamente spezza quel parallelismo tra vita e denaro, dentro cui molti giovani rimangono incastrati senza mai uscirne, facendolo diventare motore trainante di ogni movimento e della stessa esistenza.
Questo progetto ha creato un nuovo parallelismo tra vita e natura.
Così sono entrato in contatto con questo mondo, ho conosciuto persone che quando parlano di valorizzazione della natura sono coerenti con ciò che dicono, ed il loro stile di vita ne è l’esempio.
Ho iniziato a capire il senso dell’affermazione “amo la natura”. Ho percepito con i miei sensi tutti i regali magnifici che la natura può donarci. Ho visto dei colori che nessun paesaggio mi aveva dato prima. Ma non perché non ho mai visto paesaggi naturalistici, ma perché grazie alle attività svolte abbiamo imparato ad ascoltare. Abbiamo lavorato sull’ascolto profondo, sia che esso sia rivolto alle persone che abbiamo di fronte sia se esso si riferisca al paesaggio che abbiamo di fronte. E questa capacità di ammirare un paesaggio ed ascoltarlo profondamente, mi ha fatto vedere i fuochi d’artificio più belli di sempre, grazie ad una tempesta di temporali; le stelle più luminose di tutta la mia vita; ho percepito degli odori che difficilmente si possono percepire in città e che, anche grazie al contesto in cui abbiamo vissuto, mi hanno lasciato un ricordo indelebile; non ho mai amato la pioggia come mi è capitato in quest’esperienza, ho capito il vero valore dell’acqua; il mio sonno è stato accompagnato dal canto delle cicale e dalla luna che illuminava il mio sonno andando sempre più in alto e Marte, in quei giorni sempre più rossa, che la inseguiva…

Oltre al rapporto con la natura, un altro tema e obiettivo dello scambio giovanile è stato quello di creare una comunità, trasformare “l’io in un noi”. Abbiamo fatto tantissime attività per fa sì che questo si avverasse, e già dal secondo giorno in molti sentivamo questa sensazione che il processo stava progredendo benissimo. Molti di noi si sono resi conto che ci siamo riusciti ad aprire molto di più con persone conosciute da soli 2 giorni che con tante altre che ci hanno magari accompagnato nel corso della nostra vita. La creazione della comunità è avvenuta, nella fattoria si respirava un’aria di totale sintonia l’un l’altro, in poco tempo eravamo già una grande famiglia e ancora ora, nonostante l’esperienza sia finita, so che se alzo il telefono ci sarà qualcuno pronto ad ascoltarmi. Ho imparato a valorizzare le relazioni sociali ed in particolare ciò che più mi è piaciuto è l’attenzione posta al tema della “celebrazione”. Intendendo con quest’ultima la necessità di valorizzare il presente per vivere meglio il futuro, in una società che va sempre più veloce ed in cui non c’è tempo di pensare al “qui e ora”, la celebrazione è quel momento per guardare il passato, concentrarsi sul presente ed essere grati dell’andamento del percorso della vita.

Mi è capitato di commuovermi nel corso della mia vita, ma in media capita una o due volte al mese o per particolari eventi. In 8 giorni già ne avevo contate minimo 4, poi ho perso il conto.
Per quanto riguarda il luogo e le persone che ci ospitavano, Petra, proprietaria della fattoria slovena, è stata super collaborativa, una persona che ho ammirato tanto perché ha creato un sogno con il suo compagno Janez, e nonostante sembrasse una pazzia agli occhi degli ingenui, è stato realizzato. Ogni giorno continuano a coltivare il loro sogno ed il loro amore. Un amore contagioso che ha invaso tutti noi e ci ha fatto trascorrere 12 giorni in totale estasi ed in una coesistenza pacifica e fraterna.

CRISTIAN CALIENDO, 27 anni Darfo Boario Terme
L'esperienza vissuta in Slovenia è stata molto stimolante e costruttiva. L'atmosfera che si è respirata fin dal primo giorno è stata molto accogliente, per non dire famigliare.
Petra di Zavod Veles ha cercato fin da subito di farci sentire come a casa nostra venendo più volte incontro a richieste di ogni genere, come l'utilizzo di specifici ingredienti utilizzati per la preparazione dei pasti, la disponibilità a farci usare la lavatrice e la piena libertà a raccogliere frutti o ortaggi per uso personale.
Tra i momenti più significativi uno in particolare, quello del gioco proposto dalla nostra youth leader Giulia, ci ha permesso di creare un legame molto forte fin da subito tra i vari partecipanti al progetto.
E' stato un momento molto emozionante perchè ci siamo scambiati tantissimi complimenti, osservazioni e "critiche costruttive" oltre naturalmente ad abbracci, sorrisi e lacrime di gioia.
Ma i momenti che non dimenticherò molto facilmente sono stati anche il cerchio che facevamo ogni volta prima di mangiare, una specie di rito in cui si cantava e danzava per augurarsi un buon pranzo, la storia inerente la fondazione della fattoria da parte di Petra e il compagno Janes che è stata molto commovente e stimolante, la camminata fatta in meditazione, il giorno libero che abbiamo trascorso tutti quanti al ruscello, nel quale ci siamo rinfrescati e vicino al quale ci siamo "accampati" e lì abbiamo suonato, letto e cantato.
Insomma… un'esperienza tutta da vivere, attimo dopo attimo, che mi ha permesso di focalizzarmi esclusivamente sul presente, sul qui e ora.

FRANCESCO ROCCA, 29 anni, Carpenedolo
L'esperienza che ho vissuto è stata molto bella e formativa, il gruppo ha avuto modo di trovare il giusto compromesso tra libertà individuale e collettiva, così come i facilitatori hanno saputo costruire uno spazio organizzato e allo stesso tempo flessibile e libero di dare tempo e modi all'espressione delle persone, come per esempio l'autogestione degli open space, il gioco di gruppo a metà settimana e la giornata di riposo al torrente per ricaricarsi e prendersi una pausa.
Ho apprezzato intensamente i momenti di ascolto profondo con il proprio gruppo per condividere cose ed impressioni sulle giornate mentre ho sofferto un po' i tempi vuoti tra le varie attività perché mi sembrava di perdere tempo; é stata un’impressione personale dipesa molto dalle mie abitudine lavorative. Riflettendo sulla cosa ho compreso l’importanza del tempo e di come viene utilizzato da chi non ha particolari limiti o è in fasi di vita differente. Infatti io stavo facendo questa esperienza utilizzando le mie ferie lavorative, quindi avevo l’aspettativa di utilizzare al meglio possibile tutto il tempo che avevo, senza sprecare nemmeno un minuto.

GIULIA DI LORENZO, YOUTH LEADER, 24 anni, Marino
L'esperienza in Slovenia è stata positiva.
Rispetto e accettazione sono stati due concetti chiave che hanno caratterizzato il progetto. Ero in un periodo difficile e mi sono presa molti momenti per me stessa. Il gruppo è stato cosí comprensivo e di supporto che mi ha scaldato il cuore. Ho imparato che possiamo davvero essere una famiglia, che possiamo essere fratelli, esserci l'uno per l'altro senza giudicare. Durante queste settimane, ho compreso che mettendoci nei panni dell'altro con empatia e ascoltando profondamente, possiamo comprenderlo e accompagnarlo nel suo percorso interiore. Ho avuto modo di essere me stessa e di essere amata e accettata per questo. Questa è la cosa che piú mi è rimasta nel cuore di questo scambio giovanile. Grazie

slovenia4Per quest’anno gli scambi giovanili in cui RIVE è stata partner sono terminati, ma il prossimo autunno si realizzeranno alcuni corsi di formazione, in Danimarca, in Germania e in Spagna, che permetteranno a ragazzi italiani di formarsi sulla facilitazione visuale, sulla capacità di scrivere nuovi progetti e gestire gruppi giovanili diventando Youth leader attraverso l’apprendimento di nuove tecniche e strumenti per la gestione di gruppi.
Il gruppo europeo “Yes to sustainability” si sta ampliando e sta proseguendo il cammino verso la creazione di tantissimi altri progetti in Europa per la prossima primavera/estate 2019, soprattutto in occasione della Conferenza Europea del GEN: la rete globale degli ecovillaggi europei.
Se volete saperne di più tenete d’occhio il sito https://yestosustainability.wordpress.com e iscrivetevi al relativo gruppo facebook.
Ma soprattutto non dimenticate di dare un’occhiata al nostro sito RIVE, pagina internazionale, per scoprire tutte le novità dei progetti internazionali.

Aho!
Nicoletta

articolo a cura di Nicoletta Benfatti